Tutto sulla birra

Per sapere tutto sulla birra: informazioni, cultura, curiosità, ricette, abbinamenti, salute, scienza, bicchieri, boccali, fermentazione, tipi di birra.

12 juin 2009

La birra: una bevanda sempre più di tendenza

Fino a 10 anni fa era semplicemente la bevanda da pub o un drink da accompagnare alla pizza. Oggi, invece, la birra è un simbolo, un trend che ha conquistato anche i ristoranti stellati. Lo dimostra l'attenzione che negli ultimi anni il mondo gastronomico, e non solo, sta manifestando verso questa bevanda. Ma vediamo nel dettaglio le tappe di questo percorso all'insegna del gusto e  della sperimentazione.

Sappiamo, grazie alle più importanti guide gastronomiche italiane, che ormai  un locale top su 10 presta particolare attenzione a questa bevanda. Da tre anni ormai la Guida dei Ristoranti del Gambero Rosso fotografa infatti il fenomeno birra con il simbolo del “boccale rosso con la schiuma”; Mentre  la Guida de L'Espresso ha dedicato una sezione speciale alle cosiddette “tavole della birra”, dopo aver assegnato nel 2007 e nel 2008, un premio speciale alle tre realtà che meglio di tutte l'avevano resa protagonista della loro offerta gastronomica.

Anche gli chef italiani stanno cavalcando la tendenza della birra a tavola. I Jeunes Restaurateurs d'Europe, ovvero il gotha della ristorazione giovane, creativa e di qualità, ormai da tre anni hanno scoperto l'anima gastronomica della birra, raccontandola attraverso varie iniziative: da settembre 2008 attraverso “Il venerdì della birra. Quando la birra incontra i crudi”, occasione in cui 85 grandi chef si sono cimentati in abbinamenti gastronomici a base di birra e sapori di mare e di lago. E dal 2008 i JRE italiani hanno adottato in blocco la Carta del Servizio della Birra, creata da Assobirra per diffondere in maniera chiara e univoca le 7 regole d'oro del servizio di questa bevanda.

E il consumatore medio cosa ne pensa di questa evoluzione gourmande? Il consumo di birra è in crescita in ristoranti, bar e pizzerie, dove, ormai da due anni,  la birra si confronta da pari a pari con il vino. D'altra parte ci accorgiamo di una maggiore attenzione verso birra anche semplicemente andando al supermercato e dando un'occhiata agli scaffali dove, oggi si contano circa 300 marchi prodotti che fanno capo alle principali aziende birraie e microbirrifici aderenti ad Assobirra, mentre fino a 15 anni fa erano circa 80...

Qual è il prossimo passo? Il vostro! Sperimentate birra anche a casa, magari organizzando una cena diversa con gli amici, abbinamenti che pensavate impossibili, date sfogo alla vostra creatività a tavola, e rimarrete sorpresi nello scoprire quante ricette si posso abbinare ad una birra.  Per iniziare...potreste familiarizzare con i vari stili di birra scegliendo tra queste 65 etichette quella che si abbina meglio al vostro piatto e, se vi serve qualche spunto creativo, visitate il sito www.atavolaconlabirra.it.

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25 mai 2009

LA SPILLATURA DELLA BIRRA - SPILLARE LA BIRRA

SPILLATURA DELLA BIRRA

La birra va spillata rispettando due velocità: prima lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato fino a riempirlo per tre quarti; poi, dopo averlo raddrizzato, più velocemente, in modo da far sviluppare la giusta quantità di schiuma.

Per una spillatura perfetta, alla fine dell'operazione, l'ideale sarebbe lasciare riposare il bicchiere per uno o due minuti, per poi aggiungere gli ultimi fiotti di birra: la schiuma salirà oltre il bordo del bicchiere, sfidando le leggi della fisica.

COME SPILLARE LA BIRRA?

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13 mai 2009

Le sette regole d'oro del servizio della Birra - spillare la birra

La birra è più accessibile e “facile” del blasonato vino e non ha bisogno di troppi vincoli e rigide etichette.

Esistono però alcuni semplici ma imprescindibili principi di un corretto servizio che la rendono più buona, gustosa ed emozionante, da conoscere e riconoscere quando ci viene servita.

Scopriamoli insieme: prima di tutto la birra deve avere la sua schiuma, alta due dita e ben compatta, che ne esalti sapori e aromi e la protegga dall’ossidazione, rendendola più buona e digeribile.

Per farla sviluppare in giusta quantità è fondamentale spillare la birra in due fasi, prima versandola lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato, poi, dopo averlo raddrizzato, più velocemente. E, a proposito di bicchiere, la Carta del Servizio sfata il “mito” del boccale.
Ogni birra, come il vino, chiama il “suo” bicchiere
: ciascun stile di birra ha infatti il bicchiere più appropriato che permette di esaltarne il gusto e l’aroma al meglio, aiutando la formazione della giusta schiuma. L’importante è che sia in vetro, sempre pulito e eventualmente bagnato con acqua fredda, per abbassarne la temperatura e favorire la formazione e la tenuta della schiuma. Fondamentale anche la scelta della giusta temperatura, per non compromettere la buona riuscita di un abbinamento. La classica “chiara” (soprattutto Lager e Pils) va infatti bevuta a temperatura di frigorifero, tra i 3 ed i 6 gradi. Più una birra è corposa e alcolica, più sale la temperatura a cui berla.

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30 avril 2009

Nuovo portale sulla Birra - Birra Gusto Naturale

Ormai anche in Italia si avverte tanta curiosità e attenzione attorno alla birra che ha conquistato le tavole stellate e comincia ormai ad entrare in sintonia anche con i piatti della nostra tradizione. E i tempi sono maturi per fare un ulteriore passo in avanti verso una sua migliore conoscenza. Per questo AssoBirra ha voluto regalare alla web community un nuovo punto d'incontro dove trovare informazioni accurate, approfondite e costantemente aggiornate sulla birra, i suoi aspetti nutrizionali, la sua storia italiana, i suoi stili, il suo servizio e i suoi abbinamenti più riusciti e “mediterranei”.

Da questa premessa prende vita il portale www.birragustonaturale.it, una sorta di “enciclopedia della birra” ricca di informazioni complete e di qualità per i gourmet, gli appassionati e i curiosi.

A cominciare dalla prima guida online dei 300 locali italiani amici della birra selezionati dalle più autorevoli guide gastronomiche Italiane, con nomi e indirizzi di ristoranti, trattorie moderne, enoteche e wine bar dove la birra è di casa.

Non poteva mancare la parte dedicata al servizio perfetto della birra e alle semplici, ma imprescindibili, regole da conoscere e riconoscere che la rendono più buona e gustosa. Dal portale si può infatti scaricare la versione elettronica della Carta del Servizio della Birra, il primo galateo della birra che racchiude in sette “regole d'oro” l’esperienza dei più qualificati mastri birrai d’Italia, creato da AssoBirra e già adottato nei ristoranti dei Jeunes Restaurateurs d'Europe. Accanto alle pagine dedicate alla cultura di prodotto, si potranno scoprire norme di servizio, bicchieri e conservazione degli 8 stili birrari più diffusi e la loro declinazione gastronomica in abbinamento con la cucina italiana.

Con la chicca delle interpretazioni d’autore di quattro grandi chef provenienti da regioni e da tradizioni diverse, ma tutti da sempre attenti alla cultura della birra; e di uno “spazio degustazione”, ovviamente nel segno della birra, dedicato ai 24 formaggi italiani - freschi o stagionati - più famosi e diffusi, che con la birra hanno in comune molto più di quanto ci si aspetti.

Per chi poi è interessato alle istruzioni per l’uso della birra nell’alimentazione quotidiana, l'area “Oggi in tavola” rimanda agli abbinamenti della birra con 50 piatti della nostra cucina tradizionale di casa, corredati di utili consigli e informazioni nutrizionali (le calorie del piatto, ma anche della birra) firmati dall’INRAN, la più autorevole istituzione italiana in materia di alimenti e comportamenti alimentari.

E c'è anche un utile banner animato che presenta, in una sorta di nastro trasportatore virtuale,  ben 65 etichette di birra prodotte e commercializzate in Italia. Cliccando su ogni bottiglia si accede a una dettagliata scheda di prodotto con esaurienti informazioni su storia, stile, temperatura di servizio, grado alcolico e colore.

In un portale dedicato a una bevanda naturale e giudicata compatibile con uno stile di vita positivo e salutare, ma pur sempre alcolica, non potevano mancare le informazioni sul consumo responsabile della birra. In home page è ben in vista il link permanente al sito www.beviresponsabile.it: una finestra sulle iniziative di informazione e sensibilizzazione realizzate dal settore birrario su questo delicato tema, che offre una corretta ed esauriente informazione sull’alcol e i suoi effetti sull’organismo, sull’unità alcolica e il concetto di “quantità moderata” di alcol, e, soprattutto, sui rischi connessi all’abuso o all’uso scorretto di alcol. Non manca lo spazio alle campagne di AssoBirra rivolte alle donne in gravidanza, ai giovani e a chi si mette alla guida.

Non mancano, infine, a completare un quadro esaustivo di informazioni nel segno della qualità, le notizie firmate dall'autorevole Centro Informazione sulla Birra www.birrainforma.it , la banca dati più aggiornata e completa di notizie scientifiche su questa bevanda certificate da un Comitato Editoriale del quale sono stati chiamati a far parte esperti di riconosciuta competenza.

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24 avril 2009

Ingredienti della Birra

Ingredienti della Birra

 

Acqua
La birra è fatta per lo più di acqua: per ottenere un litro di birra ne occorrono quasi 4 litri, di prima qualità e batteriologicamente pura.

L’acqua può avere composizione, durezza e proprietà organolettiche diverse che influenzano la qualità e lo stile della birra: le acque dure esaltano l’amaro dei malti tostati e sono indicate per Stout, Porter, Bock e Doppelbock; quelle dolci si addicono alle Pils e alle Lager.

Malto
Il malto si ottiene dalla lavorazione dei cereali: orzo, frumento, segale, avena, mais e altri ancora.

Il più utilizzato
  per la sua grande resistenza e adattabilità, tanto climatica quanto geografica, è l’orzo. Questo, prima di diventare birra, subisce 3 fasi di lavorazione: germogliazione, essiccazione e tostatura. L'ultima è fondamentale per dare vita ai vari tipi di malto: più scuro per note forti e tostate, più chiaro per sapori freschi e vegetali.

Lievito

Luppolo

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03 mars 2009

La birra protegge la carne (meglio del vino) durante la cottura

Anche la birra (e più del vino) “protegge” la carne durante la cottura. Oltre alla già osservata protezione dalla ossidazione dei grassi, uno studio portoghese rileva una marcata riduzione di prodotti eterociclici tossici, possibili cancerogeni. E le cotolette marinate nella birra sono migliori secondo gli esperti assaggiatori.

Anche la birra (e più del vino) “protegge” la carne durante la cottura. Oltre alla già osservata protezione dalla ossidazione dei grassi, uno studio portoghese rileva una marcata riduzione di prodotti eterociclici tossici, possibili cancerogeni. E le cotolette marinate nella birra sono migliori secondo gli esperti assaggiatori.

È stato confrontato l’effetto di una marinatura con birra o con vino sulla diminuzione della formazione di amine aromatiche eterocicliche (HAs) in cotolette impanate e fritte di bovino.
La cottura sperimentale è stata condotta in condizioni controllate di tempo e temperatura. I campioni sono stati analizzati per il contenuto di HAs, usando un’estrazione in fase solida ed una cromatografia HPLC con detezione di fluorescenza a foto-diodi. I campioni non marinati, cotti nelle medesime condizioni fungevano da controllo, e la marinatura, sia con vino rosso che con birra, diminuiva la formazione di Has. I coposti HAs (2-amini-1-metil-6 fenilimidazo [4,5-b] piridina e 2-amino-3,8-dimetilimidazo [4,5-f] quinoxalina) diminuivano dopo sei ore di marinatura dell’88% nel caso della birra e del 40% nel caso del vino. Solo la marinatura con birra riduceva i livelli di 4,8 DiMeQx a 4,2 ed anche 1 ora di marinatura. L’analisi statistica multivariata dei risultati ha validato la conclusione che la marinatura con birra è più efficace di quella con vino nel ridurre la formazione di HAs che si formano durante cottura. Dalla analisi sensoriale descrittiva di due panel di esperti assaggiatori, le cotolette impanate, precedentemente marinate per due ore, sono risultate più adeguate nel mantenimento dei parametri organolettici e di qualità.

Studio emerso dalla Facoltà di Farmacia e dalla Facoltà di Scienza della Nutrizione e Alimentazione dell’ Università di Oporto, in Portogallo. Melo A, Viegas O, Petisca C, Pinho O, Ferreira IM.

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25 février 2009

ALCOL E FARMACI - Antidepressivi, Antibiotici, Anti-dolorifici

ALCOL E FARMACI - Antidepressivi, Antibiotici, Anti-dolorifici

 

Perché serve cautela
Alcuni farmaci non andrebbero assunti in combinazione con l’alcol. Per certi altri, invece, l’accoppiamento non rappresenta un problema. Nel caso in cui sia meglio non bere alcol durante un particolare trattamento farmacologico la raccomandazione è di solito riportata nelle istruzioni del medicinale. Alcol e farmaci possono influenzarsi a vicenda in tre modi:

1. I farmaci possono ritardare l’eliminazione dell’alcol da parte dell’organismo. I metaboliti tossici prodotti dall’alcol rimangono presenti più a lungo con possibili effetti indesiderati, come calura, viso arrossato, nausea, mal di testa, pressione bassa e palpitazioni.
2. L’alcol può ritardare l’effetto di certi farmaci che cosi rimangono attivi più a lungo nell’organismo. Una possibile conseguenza è un’overdose da farmaco.
3. L’alcol può aumentare gli effetti diretti e collaterali di alcuni farmaci.

 

Consigli per il consumatore
Come può il consumatore capire quali farmaci non vanno combinati con bevande alcoliche?

1. Chiedendo al farmacista se la medicina prescritta è più o meno compatibile con il consumo di alcolici.
2. Leggendo il foglietto di istruzioni dove spesso sono descritti anche i possibili sintomi derivanti da questa interazione.

 

Alcool e farmaci più comuni
L’effetto dell’alcol varia a seconda della tipologia di farmaci. Esaminiamo i più utilizzati.

Anti-dolorifici alcol intensifica gli effetti secondari di certi farmaci antidolorifici come la sonnolenza, l’alterazione della coordinazione e la respirazione affannosa. Acido Acetilsalicilico (Aspirina), ibuprofene (Algofen, Antalfebal, Antalgil, Buscofen, Calmine, Cibalgina, Dolocyl, Moment, Nureflex, Nurofast, Nurofen, Nurosolv), diclofenac (Forgenac, Ribexflu, Voltaren, Zeroflog) e naproxene (Algonapril, Floginax, Gibixen, Laser, Naprius, Naprosyn, Neoeblimon, Prexan, Xenar) che hanno già di per se un effetto irritante per la mucosa dello stomaco se combinati con l’alcol, potenziano questo loro effetto. Un altro effetto collaterale di alcuni di questi farmaci come acido acetilsalicilico, ibuprofene, diclofenac e naproxene, è quello di rendere più fluido il sangue. Se si beve alcol associato a questi farmaci le ferite sanguineranno più a lungo, anche perché l’alcol ha un effetto vasodilatatore cioè dilata i vasi sanguigni.

Farmaci contro la tosse (Aricodiltosse, Bchilar, Bronchenolo, Broncofarma, Codeina, Destrometorfano, Formitrol tosse, Lisomucil tosse, Metorfan, Neoborocillina tosse, Sanabronchiol, Tossoral, Tussycalm, Vicks tosse). Questi farmaci possono creare sonnolenza, fino all’overdose. Non è quindi consigliabile bere se si deve guidare.

Anti-allergici I vecchi farmaci contro le allergie hanno effetti collaterali come sonnolenza alterazione della coordinazione e della concentrazione. L’alcol aumenta questi effetti se combinato con delorofeniramina (Polaramin), difenhidramina/dimedrinato (Lomarin, Motozina, Travelgum, Valontan, Xamamina) e mebidrolina (incidal).  Non influisce, invece, sugli effetti collaterali dei nuovi antiallergenici come loratadina (Alorin, Clarityn, Fristamin) terfenadina (Allerzil), cetirizina (Formistin, Naristar, Reactine, Virlix, Zirtec) e fexofenadina (Kalicet, Telfast).

Anti-epilettici Consumare alcol in modo moderato e saltuario non ha influenza sul numero degli attacchi epilettici. Comunque l’alcool intensifica gli effetti collaterali(sonnolenza, alterazione della coordinazione e concentrazione) di carbamazepina (Tegretol), fenitoina e fenobarbitale (Aurantin, Dintoina, Dintoinale, Metinal idantoina). 

Statine (Atorvastatina: Lipitor, Torvast, Totalip, Xarator; Simvastatina: Liponorm, Medipo, Sinvacor, Zocor, Pravastatina: Aplactin, Plasterol, Pravaselect, Sanaprav, Selectin; Rosurvastatina: Crestor, Provisacor, Simestat; Cerivastatina Cervasta) Usate per ridurre il livello di colesterolo nel sangue, possono creare problemi muscolari.  Grandi quantità di alcol possono aumentare questo rischio. Meglio quindi fare attenzione.

Antidepressivi L’alcol può aumentare l’effetto stupefacente degli antidepressivi. Meglio tenerlo presente se si è alla guida o impegnati in qualsiasi altra attività che richieda la massima attenzione.  Più alcool si consuma più i riflessi si allentano.

Antipsicotici L’alcol può aumentarne gli effetti collaterali: sonnolenza, alterazione della coordinazione e concentrazione. Meglio non bere quindi se si è alla guida o impegnati in attività che richiedano la massima attenzione.

Tranquillizzanti e sonniferi alcol può aumentare la sonnolenza, l’alterazione della coordinazione e concentrazione che rappresentano altrettanti effetti collaterali di questi farmaci. E’ importante quindi saperlo se si guida o si fanno lavori che richiedono attenzione.

Antibiotici Con quasi tutti gli antibiotici il consumo di alcol non crea problemi. Solo con il Metronidazolo (Deflamon, Flagyl, Metronidazolo) si possono avere un certo numero di effetti collaterali spiacevoli. Gli effetti collaterali dell’assunzione contemporanea di alcool sono: mancanza d’appetito, nausea, mal di testa e, a volte arrossamento del viso, che puo’ essere provocata anche dal ketoconazolo (Nizoral).

Farmaci per la tubercolosi (Rifadin, Rifampicina, Rifapiam, Rifater, Isoniazide, Nicizina, Nicozid). Una gran quantità d’alcol può ridurne l’efficacia e renderli tossici nel fegato.

Disintossicanti (per la dipendenza dall’alcol) Il Disulfiram (Antabuse, Etiltox) viene utilizzato da chi vuole liberarsi dalla dipendenza alcolica. Chi lo assume insieme all’alcool avrà pressione bassa, palpitazioni, mal di testa, calura, arrossamento del viso, sudore e nausea. Può sviluppare anche crisi d’ansia e tensione nervosa.

FONTE:
http://www.birrainforma.it/sito/newsview.php?NewsID=11 

 

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04 novembre 2008

BIRRA - A CIASCUNO LA SUA

La ricerca svela che i fattori sensoriali oggettivi identificano 5 profili tipo di consumatore, ognuno dei quali manifesta determinate attese verso la birra: in questo gioco di associazioni avremo il personaggio romantico, che vive pensieri profondi, sogni tangibili e vuole emozionarsi anche davanti ad una birra molto particolare come può essere la Ale. Questo profilo è associato però anche a birre dolci, come la Blanche e la Weizen, prive di difetti e con netti sentori di fiori.

Il razionale vuole concretezza e immediatezza, sceglie la birra (Pils) in base al rapporto qualità/prezzo, a fattori visivi come la compattezza della schiuma e alla dolcezza (Weizen), ma anche alla potenza dei profumi fruttati. Il raffinato, cioè il tipico intenditore gourmet, ricercherebbe invece birre corpose e torbide (come alcune Ale), ma anche con note di agrumi e frutta fresca (Blanche e Weizen). C’è poi il risoluto, un consumatore curioso, informato, che ama le sfide e mettersi in gioco pur di vivere emozioni intense, magari davanti ad una Ale. Cercherà però volentieri anche una birra associata agli agrumi (come la Weizen), alle note vegetali del luppolo e ai cereali.

La rudezza è infine il valore legato alla sfida con se stessi, allo sport, anche estremo. Persone che non vanno troppo per il sottile neanche con la birra (orientati verso Lager, Pils e Ale), giudicandola al primo sorso semplicemente in base al grado di frizzantezza.

Incrociando i risultati ottenuti con le tendenze sensoriali generali rilevate negli ultimi dieci anni, la ricerca ha identificato come evolverà la percezione del gusto della birra da parte degli italiani.
Il fenomeno birra continuerà ad affermarsi nella sua dimensione gourmand e aumenteranno gli appassionati curiosi di esplorare questo nuovo territorio del gusto. Andranno sempre più di moda le birre di maggiore personalità in luogo degli stili birrari dai profili meno caratterizzati: le profumate Blanche ma anche le corpose Bock, soprattutto se si valorizzeranno gli abbinamenti con i primi e i secondi della cucina mediterranea.

Più in generale, la banalizzazione degli aromi produrrà una spinta verso la ricerca di profumi autentici che portano direttamente alle radici rurali delle popolazioni urbanizzate, con birre che sappiano evocare la terra, i campi, la vita casalinga. Molto favoriti sotto questo aspetto saranno gli stili (e le birre) dal profilo sensoriale ampio e deciso, che partono dal floreale per terminare con lo speziato: Birra Pils, Weizen e Blanche, ma anche le Bock con i toni speziati e caldi, le Abbazia che giocano sulla dicotomia tra floreale, cereali e spezie, le Ale che evidenziano frutta secca, malto e frumento.

Non avremo più birre “da donne” e birre “da uomini”. Le note floreali eserciteranno sempre più attrazione anche sui maschi. D’altra parte, avremo una progressiva riduzione del gradimento nei confronti del fruttato: è un’aromatizzazione troppo diffusa (dallo yogurt alle medicine) per risultare ancora intrigante.

La contaminazione delle culture alimentari aumenterà invece l’accettazione e il gradimento verso lo speziato e il vegetale: in questo ambito potranno avere successo le birre con toni erbacei evidenti e balsamici come le Blanche e le Weizen e quelle speziate quali le Bock e le Abbazia.

Nel quadro di una progressiva attenzione alla morbidezza e alla suadenza, l’amaro diventerà sempre più la sentinella del gusto e quindi sarà sempre meno gradito.

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23 octobre 2008

ricette con la birra - ricetta birra

birra - ricette con la birra - birra come ingrediente - abbianamenti cibo e birre

 


Birra | ricette | bicchieri | panino | come si fa la birra

 

La birra viene usata da decenni in Nord Europa per cucinare numerosi cibi, dal semplice pane a sofisticati piatti di carne e di pesce fino a gustosi dessert. Molti non sanno che anche i sapori della cucina mediterranea possono essere esaltati dal gusto amaricante della birra, capace di donare ai cibi, durante la cottura, un gusto leggermente caramellato.

Ed ecco alcune ricette per gustare la versatilità delle birre in cucina:


 

 

birra e ricette

alcune ricette per gustare la versatilità delle birre in cucina:

ANTIPASTI

PRIMI PIATTI

SECONDI PIATTI

DESSERT

Ricetta

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
1 rombo da 2 kg
400 gr di spinaci crudi
1 bottiglia di birra Belgian Strong Ale
10 gr di lecitina di soia
30 gr di mandorle a filetti
20 gr circa di sale maldom
pepe di mulinello q.b.
olio extravergine di oliva q.b.

PREPARAZIONE
Sfilettare il rombo dalla spina centrale verso i lati con un coltello affilato, rifilarlo degli eccessi e ricavarne 4 filetti. Siringare i filetti con una siringa e ago di birra 15 /20 volte a filetto e mantenerli da parte. Nel frattempo lavare gli spinaci e asciugarli con l'aiuto di una centrifuga. Tostate i filetti di mandorla in una placchetta da forno per 2 o 3 minuti a 180° C.
Appoggiare sopra la piastra a cromo il sale maldom, farlo scaldare molto bene e adagiarvi sopra i filetti di rombo dalla parte della pelle. Nel frattempo mettere un filo di olio in una casseruola ben calda e scottare gli spinaci per qualche minuto, prestando attenzione a farli rimanere croccanti. Disporre gli spinaci sui piatti ben caldi, adagiandovi sopra i filetti di mandorle. Girare il rombo sulla piastra dalla parte della carne per gli ultimi 3 minuti. Nel frattempo con un minipimmer montare la birra con la lecitina (1 bott. intera) finché la schiuma apparirà ferma e compatta. Completare la composizione del piatto ponendo sul letto di spinaci il rombo e la schiuma di birra.

LA BIRRA CONSIGLIATA:
Belgian Strong Ale

 

 

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16 octobre 2008

ricette birra

ricette per gustare la versatilità delle birre in cucina:

ANTIPASTI

PRIMI PIATTI

SECONDI PIATTI

DESSERT

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