Tutto sulla birra

Per sapere tutto sulla birra: informazioni, cultura, curiosità, ricette, abbinamenti, salute, scienza, bicchieri, boccali, fermentazione, tipi di birra.

23 octobre 2008

ricette con la birra - ricetta birra

birra - ricette con la birra - birra come ingrediente - abbianamenti cibo e birre

 


Birra | ricette | bicchieri | panino | come si fa la birra

 

La birra viene usata da decenni in Nord Europa per cucinare numerosi cibi, dal semplice pane a sofisticati piatti di carne e di pesce fino a gustosi dessert. Molti non sanno che anche i sapori della cucina mediterranea possono essere esaltati dal gusto amaricante della birra, capace di donare ai cibi, durante la cottura, un gusto leggermente caramellato.

Ed ecco alcune ricette per gustare la versatilità delle birre in cucina:


 

 

birra e ricette

alcune ricette per gustare la versatilità delle birre in cucina:

ANTIPASTI

PRIMI PIATTI

SECONDI PIATTI

DESSERT

Ricetta

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
1 rombo da 2 kg
400 gr di spinaci crudi
1 bottiglia di birra Belgian Strong Ale
10 gr di lecitina di soia
30 gr di mandorle a filetti
20 gr circa di sale maldom
pepe di mulinello q.b.
olio extravergine di oliva q.b.

PREPARAZIONE
Sfilettare il rombo dalla spina centrale verso i lati con un coltello affilato, rifilarlo degli eccessi e ricavarne 4 filetti. Siringare i filetti con una siringa e ago di birra 15 /20 volte a filetto e mantenerli da parte. Nel frattempo lavare gli spinaci e asciugarli con l'aiuto di una centrifuga. Tostate i filetti di mandorla in una placchetta da forno per 2 o 3 minuti a 180° C.
Appoggiare sopra la piastra a cromo il sale maldom, farlo scaldare molto bene e adagiarvi sopra i filetti di rombo dalla parte della pelle. Nel frattempo mettere un filo di olio in una casseruola ben calda e scottare gli spinaci per qualche minuto, prestando attenzione a farli rimanere croccanti. Disporre gli spinaci sui piatti ben caldi, adagiandovi sopra i filetti di mandorle. Girare il rombo sulla piastra dalla parte della carne per gli ultimi 3 minuti. Nel frattempo con un minipimmer montare la birra con la lecitina (1 bott. intera) finché la schiuma apparirà ferma e compatta. Completare la composizione del piatto ponendo sul letto di spinaci il rombo e la schiuma di birra.

LA BIRRA CONSIGLIATA:
Belgian Strong Ale

 

 

link

These are useful infos on barbeque gas bbq
Barbecue grill weber bbq... but... i need more... Have you any other info about: ----- barbecue in muratura --- barbecue coleman * Gas Barbecue * broil king ------- Barbecue Campingaz a) panini ricette b) ricetta Amatriciana c) ricette autore * costruire Barbecue ---carne -- prevenzione --- barbecue ARTICOLO ---BBQ ----       BIRRA - Barbecue weber -- cottura pesce ... carne di maiale   barbecue blog: barbecue bbq blog -- centro -- panino: panino -ricetta porchetta ---       come si fa la birra --- alcol farmaci -- - spiedo --- carciofi --       birra diabete I love barbecue bbq grill birra, so if u can tell me more on: * Carne Grigliata  * mortadella  * carne alla griglia --- Beer can Chicken --- paninoteca --- prosciutto --- marinatura --- RICETTE BIRRA * POLLO BIRRA * RICETTA CARNE --       CARNE MORBIDA ---- grigliata *** American Barbecue -- ricette - bistecca fiorentina - HAMBURGER: hamburger - outdoorchef - grigliata di pesce --- CARNE ARGENTINA - grigliata mista - la birra fa ingrassare ? --- bbq barbeque --- birra : la birra --- bbq barbecue
-- -
grigliata DI CARNE 

© birrainforma.it - All rights reserved. - birra panino ricette -

Posté par birra_alcol à 14:38 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]
Tags : , , , , ,


16 octobre 2008

ricette birra

ricette per gustare la versatilità delle birre in cucina:

ANTIPASTI

PRIMI PIATTI

SECONDI PIATTI

DESSERT

Posté par birra_alcol à 15:06 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]
Tags : , , , , ,

06 octobre 2008

Birra e diabete

Birra e diabete

Consumo di alcol sotto forma di birra e livelli di Omocisteina nei diabetici di tipo 2

In questo studio è stato analizzato l’effetto dell’alcol assunto sotto forma di birra e di altre bevande alcoliche in soggetti con diabete di tipo 2 (la forma di diabete non insulinico dipendente tipica dell’adulto) sui livelli ematici di Omocisteina (tHcy), considerato un indicatore di rischio di malattia cardiovascolare.

Sono stati studiati 242 maschi diabetici ma senza una chiara nefropatia. Il consumo complessivo di alcol era di 35.1+/-37.8 ml. al giorno, di cui 13.9+/-15.2 ml. sotto forma di birra.

Il consumo di etanolo totale e non proveniente da birra era positivamente correlato con i livelli di Omocisteina. La correlazione aveva invece un andamento inverso nel caso di assunzione di alcol sottoforma di birra.

L’assunzione giornaliera di 30 ml di alcol produceva un proporzionale aumento di Omocisteina di 0.6 µMoli/litro nel caso di assunzione complessiva; l’aumento poi cresceva a 1.1 nel caso di alcol specificatamente non derivante dalla birra ed invece diminuiva di 0.7 µM/litro nel caso di assunzione da birra. I dati ottenuti sono stati verificati in modelli statistici. I risultati complessivi hanno mostrato che i livelli di Omocisteina erano inferiori nei bevitori di sola birra rispetto ai bevitori di altre bevande alcoliche (8.9+/-1.9 µM/L verso 11.5+/-5.5 µM/L, P=0.003).

Lo studio suggerisce quindi che il consumo di alcol in forma diversa dalla birra possa essere meno salutare nei soggetti diabetici di tipo 2, almeno per quello che riguarda i livelli di Omocisteina.

Approfondimenti:

---   come si fa la birra
--- alcol farmaci
--   birra diabete

Posté par birra_alcol à 10:45 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]
Tags : , , , ,

27 septembre 2008

Birra: consumo in crescita nel 2007

Il 2007 è stato un anno favorevole per il settore birrario italiano. Crescono, infatti, tanto la produzione quanto i consumi, e con essi aumenta in modo significativo l’export. Nei 15 impianti produttivi dislocati sul territorio nazionale, di cui 6 nel Centro-Sud Italia sono stati prodotti complessivamente 13.462.000 ettolitri di birra (di cui 1.068.000 esportati), mentre il consumo interno ha toccato i 18.513.000 ettolitri, pari a 31,1 litri pro capite, record assoluto per il nostro Paese.

Numeri non solo in aumento rispetto all’anno precedente - che già
aveva registrato un trend positivo confrontato con il 2005 - ma, per
molti versi, mai raggiunti prima. Ciò vale, oltre che per la produzione (+5% rispetto al 2006) ed i consumi complessivi (+3,7%), anche per il numero di persone impiegate nel settore: quasi 20.500 fra occupati diretti e indiretti, che salgono a 133 mila considerando l’indotto “allargato”.
A questi dati vanno aggiunti quelli relativi al comparto italiano del
malto, una delle materie prime utilizzate per la fabbricazione della
birra: con 2 unità produttive (entrambe nel Centro-Sud) e 339 occupati
fra diretti e indiretti, esso ha prodotto nel 2007 oltre 685.397
quintali di malto (+7,1% rispetto al 2006), in grado di coprire circa
il 40% del totale del fabbisogno dell’industria birraria nazionale.

 

La situazione del prodotto birra in Italia nel 2007 - sottolinea Piero Perron, Presidente di AssoBirra - è
complessivamente incoraggiante. Il nostro Paese si è confermato nel
2007 nono produttore europeo, in una posizione quindi di molto
superiore a quella occupata nella graduatoria dei consumi pro capite.
Inoltre, l’incremento delle esportazioni conferma il gradimento e la
qualità dei marchi storici del ‘Made in Italy’ birrario
.”
Elemento
di forte preoccupazione è dato dal rilevante aumento del costo sia
delle materie prime che degli imballaggi, con un trend di crescita che
prosegue anche nel 2008 e che incide inevitabilmente sulla redditività
delle nostre Aziende
”.
Tuttavia, continua Perron, l’aumento
dei consumi di birra, accompagnato dall’accrescersi della sua
reputazione, pone ai produttori nazionali una duplice sfida: rispondere
alla domanda in modo produttivamente ed economicamente concorrenziale
e, al tempo stesso, socialmente responsabile
”.

 

In una crescita che conferma il trend positivo registrato negli ultimi anni, spicca il forte aumento delle esportazioni, +36,7% rispetto al 2006.
Nel dettaglio, l’industria nazionale ha mostrato un’elevata capacità di
penetrazione in alcuni dei mercati stranieri più evoluti in termini di
consumi di birra. Se si analizza infatti la destinazione del milione e
oltre di ettolitri esportati nel 2007, si vede che più della metà (il
54%) è andata in Gran Bretagna, Sud Africa e Stati Uniti, al quale si
aggiunge un altro 15% diviso fra Malta, Repubblica Ceca e Paesi Bassi.
Sono risultati di grande rilievo, frutto di un’intelligente politica di
marketing condotta dagli operatori italiani, ma anche dell’essere
alcune aziende italiane parte ormai integrante di primari player
internazionali dotati di estese ed efficienti reti distributive.

 

Al confronto, le importazioni sono cresciute percentualmente di appena il +5,2%
attestandosi però su volumi assoluti nettamente superiori, con
6.119.000 ettolitri. Resta quindi comunque negativo il saldo
commerciale italiano fra import ed export di birra (pari a poco più di
5 milioni di ettolitri). In particolare, l’aumento più forte viene
dalla Germania (+300 mila ettolitri circa), che rappresenta da sola
quasi il 60% dell’import di birra in Italia e che da anni riversa sul
vicino mercato dell’Italia settentrionale gran parte del proprio
eccesso strutturale dell’offerta di birra. Il fenomeno è in parte
agevolato anche da un differenziale fiscale elevatissimo fra i due
Paesi, che inevitabilmente genera, a volte, comportamenti elusivi
dell’accisa. Più in generale, l’industria italiana continua a
risentire in misura rilevante della competizione fiscale sleale di
alcuni Paesi dell’Europa centro-orientale
, fondata su norme
nazionali meno rigorose delle nostre in merito alla denominazione del
prodotto e su un forte differenziale fiscale rispetto all’Italia, che
perciò esportano birra a prezzi che rischiano di mettere fuori mercato
gli operatori nazionali.

 

Tra le cause dell’aumento dei consumi si segnala il progressivo modificarsi della composizione della popolazione residente in Italia, con la crescita del numero di abitanti provenienti da Paesi stranieri con una forte tradizione di consumo birrario. E la conferma del preminente ruolo dei consumi domestici (54,6%) rispetto al fuori casa, per i quali gli acquisti sono sempre più effettuati nella GDO, canale nel quale la birra è fortemente presente e può far valere la propria convenienza, anche economica, nei confronti di altre bevande. Infine, è indubitabile l’effetto della politica del settore in favore di un migliore posizionamento della birra nei moderni stili alimentari e di vita degli italiani.

 

Italia e resto d’Europa: consumi e produzione a confronto
Nonostante la crescita del 2007, i consumi di birra nel nostro Paese rimangono i più deboli dell’Unione Europea: i 31,1
litri annui pro capite - massimo storico mai toccato in Italia -
costituiscono tuttora meno della metà dei consumi medi dell’UE

(77,7 litri); appena un quinto di quelli della Repubblica Ceca (158,8
litri), leader della classifica; un quarto dei valori registrati in
Irlanda e Germania (rispettivamente 114 e 111,2 litri); un terzo scarso
dei risultati di Austria, Lussemburgo, Belgio e Gran Bretagna (108,2,
106, 89 e 87,4 litri a testa); e meno anche della Francia, penultima
nella graduatoria con 31,6 litri annui di birra consumati a testa.
Mentre un Paese con cultura e tradizioni alimentari a noi vicine, quale
la Spagna, veleggia oltre gli 80 litri, ben al di sopra della stessa
media europea.



Cresce il consumo di birra, diminuisce quello di alcol
 Del resto, in Italia restiamo infatti virtuosi in quanto a
consumi di alcol puro: il dato relativo alla birra si inserisce in un
macro-trend storico che vede costantemente diminuire il consumo di
alcol da parte degli italiani: mentre nel 1975 il consumo pro capite di alcol puro si attestava a quasi 13 litri, nel 2007 siamo arrivati a 6,7 litri, cioè a quasi la metà.

 

 

Si rimarca, tuttavia, il fatto che i produttori nazionali di birra
continuano a mostrare, tanto in numeri assoluti quanto negli andamenti
dell’export, una forza ed una vitalità degne di nota. L’Italia si conferma infatti anche nel 2007 al nono posto fra i produttori di birra dell’Unione Europea,
al di sopra di Paesi con una forte tradizione birraria quali Austria,
Danimarca e Irlanda. L’industria birraria italiana, pur avendo una
storia relativamente recente (poco più di due secoli) rispetto a quella
di certi Paesi del Centro e del Nord Europa, ha mostrato e intende
continuare a dimostrare la propria capacità di stare sul mercato
globale, con oltre 200 marchi prodotti, soddisfacendo gran parte della
domanda interna (72,7% ).

 

 

FONTE: Centro Informazione Birra

<p>HTML clipboard</p>- Agenzia Relazioni Pubbliche

- Comunicazione Ufficio Stampa
<p>HTML clipboard</p>
-
Agenzia Comunicazione Roma

- Agenzia Relazioni Pubbliche Roma


Relazioni Pubbliche Online

Consulenza Comunicazione

Sviluppo Comunicazione web

Organizzazione eventi

Posté par birra_alcol à 14:32 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]
Tags : , , , ,

11 septembre 2008

ITALIANI PIÙ CONSAPEVOLI DELLA BIRRA CHE SCELGONO

Continuando ad analizzare la 12ª edizione della ricerca Makno “Gli italiani e la birra” si scopre che la prima motivazione al consumo di birra, sia a pasto che fuori pasto, rimanda per oltre il 50% degli italiani (e pensare che nel 1997 questo indicatore era fermo al 34,8%) al gusto gradevole di questa bevanda, mentre l’altro must della birra – il suo essere dissetante - incide oggi solo per il 7,5% nel caso dei pasti dei giorni feriali e per il 23,8% per il fuori pasto. La condivisione con gli amici di un bicchiere di birra fuori pasto è invece la motivazione addotta dal 14,9% del campione.

Ci sono poi tre approcci diversi, tutti più o meno dello stesso peso, di avvicinarsi alla birra: il primo, che rimanda a una scelta consapevole legata alle qualità della birra e alle sue differenze rispetto alle altre bevande, che convince il 31,3% del campione. Poi c’è un 26,8% che la beve un po’ casualmente, quando capita e un 26,2% che lo fa più che altro per stare in compagnia con gli amici.

La scelta di berla con la schiuma, nel bicchiere giusto (33,7%) vince sulla scuola che la vuole nel bicchiere giusto ma senza schiuma (25,9%). Ma il 20% la consuma in un bicchiere qualsiasi e l’11,5% preferisce berla a sorsi dalla bottiglia.
Colpisce, inoltre, vedere che il 20% degli italiani indica un preciso bicchiere in cui preferisce bere la birra, facendo riferimento al calice o al balloon, gli stessi scelti per il vino, o comunque a un bicchiere diverso a seconda della birra. Stiamo parlando di oltre 10 milioni di italiani che comincia ad avere dimestichezza con gli stili birrari e i bicchieri più adatti a valorizzarli.

Gli 8 stili di birra preferiti, nell’ordine, sono: Pils (51,5%), Lager (17%), Ale (5,1%), Weizen (3,7%), Analcolica (1,9%), d’Abbazia (1,4%), Bock 1%) e Blanche (0,8%).
La birra preferita si riconosce al primo sorso (62,6%), ma anche per il suo inconfondibile retrogusto (14,2%) e per il suo colore (14,2%), per la sua trasparenza o opacità (2,3%) o per la consistenza della schiuma (3%).

 

birra informa

 

Posté par birra_alcol à 10:54 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]
Tags : , ,

17 juillet 2008

BIRRA E SALUTE - cuore ossa tumore diabete

BIRRA E SALUTE

Nessun alimento può avere da solo un effetto diretto sulla salute, che è sempre il risultato di una condotta alimentare complessivamente equilibrata e vario e di un più generale stile di vita corretto. Tuttavia ogni alimento e bevanda che ingeriamo può contribuire con la sua peculiarità ad influenzare positivamente o negativamente il nostro stato di benessere. Anche la Birra e alcol, i cui componenti nutrizionali sono spesso poco conosciuti, può quindi avere un suo ruolo interessante e positivo, ma solo a patto di inserirla in modo moderato e consapevole nella nostra alimentazione quotidiana.

Birra e cuore
Numerosi sono gli studi che hanno evidenziato come il consumo moderato di alcol sia associato ad un minore rischio di infarto del miocardio. Un’analisi scientifica (metanalisi) di tutti i dati esistenti, effettuata nel Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Barcellona, ha portato alla conclusione che, le bevande fermentate come birra e vino, che oltre all’alcol contengono anche componenti minori come i polifenoli, sembrano in grado di assicurare una migliora protezione nei confronti delle malattie cardiovascolari rispetto agli altri alcolici.

Birra e tumori
Il consumo di bevande ad alta concentrazione alcolica è stato spesso associato ad un aumento del rischio di alcuni tumori delle prime vie dell’apparato digerente. Recenti dati pubblicati su autorevoli riviste scientifiche internazionali di epidemiologia e oncologia, sembrano evidenziare invece una non correlazione tra consumo di birra e tumori dello stomaco, dell’intestino e del pancreas. Una ricerca dell’Istituto dei Tumori di Genova ha evidenziato inoltre che lo xantumolo, polifenolo contenuto nel luppolo, ingrediente caratteristico della birra, è capace di frenare l’angiogenesi, cioè la proliferazione dei vasi sanguigni che alimentano la crescita dei tumori. Lo xantumolo sarebbe 100 volte più potente dei polifenoli contenuti nel tè verde e nel vino rosso.

Birra e diabete
Bere alcolici in misura moderata, indipendentemente dal tipo di bevanda, potrebbe proteggere dal diabete di tipo II. Lo ha evidenziato un importante studio prospettico (EPIC), durato 6 anni e condotto in Europa su 16,330 donne di età compresa tra 49 e 70 anni non diabetiche. All’inizio dello studio le volontarie sono state sottoposte a questionario e prelievi ematici. Rispetto alle donne astemie e alle forti bevitrici, coloro che bevevano alcolici in misura moderata presentavano un minor rischio relativo di ammalarsi di diabete.

Birra e gotta
L’ingerire grandi quantità di bevande alcoliche, insieme all’eccessivo consumo di carne e pesce, è stato sempre messo in relazione con la gotta, malattia delle articolazioni che colpisce l’1-2% della popolazione adulta maschile nel mondo occidentale. Tanto è vero che, a chi è colpito da gotta, viene prescritta una dieta rigorosamente senza alcol. Alcuni recenti studi hanno però messo in luce che, un consumo moderato di bevande alcoliche, insieme ad una dieta ricca frutta e verdura e povera di grassi, potrebbe addirittura svolgere un effetto protettivo in presenza di questa malattia.

Birra e ossa
Sembra che l’assunzione di alcol possa avere una relazione con la densità minerale ossea, attualmente il più efficace indicatore sulla salute delle nostre ossa. Il Centro di Ricerche sulla Nutrizione Umana di Cambridge ha analizzato in tal senso il silicio, un nutriente importante per la salute ossea, presente in grandi concentrazioni nella birra. Il Centro scientifico inglese ha avviato una serie di studi su volontari i cui risultati sono molto attesi.

Birra e sindrome metabolica
L’assunzione di bevande moderatamente alcoliche, come il vino e la birra, sembra associato in modo inversamente proporzionale, sia negli uomini che nelle donne, all’insorgenza della Sindrome Metabolica, una alterazione patologica del metabolismo che accompagna il diffondersi dell’obesità in tutto il mondo. Secondo il Dipartimento di Alimentazione Umana dell’Università di Copenaghen, i benefici si avrebbero solo in presenza di moderate assunzioni di alcol, mentre, aumentando via via le dosi, il rischio di sindrome metabolica e il grasso addominale riprenderebbero ad aumentare.

Birra e sistema immunitario
L’Unità di Immunonutrizione del Dipartimento di Metabolismo e Nutrizione di Madrid fa sapere che, mentre l’abuso di alcol induce, come è noto, un abbassamento delle difese immunitarie (immunosoppressione) con un aumento della frequenza e della gravità delle infezioni, un consumo moderato di alcol, invece, può portare benefici al nostro sistema immunitario. In particolare sembra che le bevande fermentate, quale ad esempio la birra, ingerite in piccole dosi, possano avere un effetto immunomodulatore sulla componente infiammatoria che caratterizza le prime fasi della malattia cardiovascolare.

FONTE: birra alcol salute

Posté par birra_alcol à 10:52 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]

02 juillet 2008

LA BIRRA NON FA INGRASSARE SE CONSUMATA CON MODERAZIONE

LA BIRRA NON FA INGRASSARE SE CONSUMATA CON MODERAZIONE

Ricercatori spagnoli hanno valutato gli effetti di un consumo di birra moderato sulla composizione corporea delle persone. Non sono stati individuati cambiamenti significativi nel peso dei soggetti

 

La birra favorisce o meno l’aumento di peso? Effetti di un moderato consumo di birra sulla composizione corporea umana

Gli effetti del consumo di alcol sul peso dell’uomo sono stati valutati in numerosi studi, che hanno suggerito risultati contrastanti sul rapporto col peso e il grasso corporeo. Questo studio recente e ben documentato, ha esaminato la relazione tra un consumo moderato di alcol e i parametri antropometrici in adulti spagnoli sani.
Dopo 30 giorni di astinenza dall’alcol, 58 volontari in buona salute hanno consumato quotidianamente una quantità moderata di birra per 30 giorni consecutivi. Peso, altezza, pliche cutanee e circonferenze sono stati valutati prima dello studio, nel periodo di astinenza e dopo il consumo moderato di birra.
La plica del bicipite (mm), nel periodo di consumo moderato di alcol, è aumentata (p<0.05) negli uomini rispetto al periodo di astinenza (5.74 +/- 1.70 vs. 6.23 +/- 1.74). Non si sono trovati altre significative variazioni nei parametri antropometrici degli uomini e delle donne durante tutto il periodo dello studio. Le conclusioni dello studio sono che un consumo moderato di birra non comporta importanti cambiamenti di peso negli adulti sani. La birra fa ingrassare ??

 

Fonte: Romeo J, González-Gross M, Wärnberg J, Díaz LE, Marcos A.

Posté par birra_alcol à 13:02 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]

13 juin 2008

COME SI FA LA BIRRA

COME SI FA LA BIRRA

Dietro ad ogni buon bicchiere di birra che beviamo c’è un lungo lavoro di produzione. Ancora oggi si tratta di un processo naturale come tanti secoli fa, ma perfezionato dall’esperienza, dalla conoscenza e dagli strumenti tecnologici moderni. Vediamo, passo per passo, in che modo quattro elementi semplici e molto comuni in natura come orzo, acqua, luppolo e lievito, combinati e lavorati insieme, riescono a dar vita alla bevanda più antica e apprezzata al mondo.

L’orzo diventa malto
Si parte dall’orzo, il cereale più coltivato e diffuso al mondo. Si sceglie la qualità migliore, i cui chicchi vengono messi in acqua a germogliare finché, raggiunta l’umidità necessaria, vengono fatti germinare per alcuni giorni. L’orzo germinato si chiama malto. Il malto viene quindi essiccato lentamente in forno. Secondo il grado di tostatura più o meno spinto raggiungerà un colore (biondo, dorato o biscottato) e una diversa fragranza, che influenzeranno poi l’aspetto e il sapore della birra.
Il malto diventa mosto
Il malto d’orzo viene macinato e ridotto in farina, poi miscelato con acqua in una caldaia fino a diventare un insieme omogeneo, detto mosto. A questo punto il mosto viene portato ad ebollizione, filtrato e separato dalle scorie del malto d’orzo. In questa fase viene aggiunto il luppolo, pianta capace di conferire alla birra il caratteristico gusto amaricante. Il mosto viene quindi raffreddato prima di passare alla fase di fermentazione.
Il mosto diventa birra
Il mosto viene lasciato fermentare in appositi recipienti. Indispensabile è in questa fase il ruolo del lievito, capace di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica. Senza l’aggiunta dei lieviti, infatti, il mosto non potrebbe diventare birra. Le due grandi famiglie di lieviti utilizzate a questo scopo sono il Saccaromyces Cerevisiae e il Saccaromyces Carlsbergensis. Fanno eccezione a questa regola alcune birre, rare, prodotte in una località del Belgio, che fermentano spontaneamente sfruttando un lievito presente nell’aria di quella zona.
Fermentazione alta e bassa
Il Saccaromyces Cerevisiae è usato per produrre le birre cosiddette “ad alta fermentazione” e agisce a temperature elevate (16-23 gradi centigradi); il Saccaromyces Carsbergensis viene usato invece per le birre “a bassa fermentazione” e lavora a bassa temperatura (tra i 5 e gli 8 gradi centigradi). Secondo il tipo di birra che si vuole ottenere si decide se utilizzare la prima o la seconda famiglia di lieviti. In genere il metodo dell’alta fermentazione dà origine a birre di gusto intenso e aromatico, mentre con la bassa fermentazione si ottengono birre dal gusto leggero e fragrante.
A stagionare e maturare
Dopo la fermentazione la birra viene travasata in appositi serbatoi dove sarà lasciata per quattro-sei settimane a stagionare e maturare. In questa fase tutti i suoi componenti si affinano e si stabilizzano, avviene una sorta di chiarificazione naturale e la birra acquisisce il suo caratteristico e definitivo sapore. La gran parte delle birre viene poi sottoposta ad ulteriore filtrazione per eliminare le eventuali tracce di lieviti e di altri componenti che renderebbero torbida la bevanda. La birra a questo punto è praticamente pronta per essere confezionata e poi consumata.
Birra - Bottiglia, lattina e fusto
L’ultima fase della produzione della birra, il confezionamento, non è affatto la meno importante. Solo se si opera correttamente e con la massima attenzione, infatti, la birra potrà arrivare al consumatore con le sue qualità originali intatte. La bottiglia di vetro scuro, marrone o verde resta il materiale ottimale per conservare nel tempo le caratteristiche della birra e proteggerla dagli effetti negativi della luce. Il tappo metallico, a corona, pratico e sicuro, è quello che garantisce perfettamente l’ermeticità, ma vengono usati, per bottiglie con un particolare significato, anche tappi in sughero, ceramica e gomma o tappi a vite. Anche la lattina, leggera, comoda, facile da trasportare, conservare e aprire in un qualunque momento e luogo, è molto apprezzata da alcune fasce di consumatori. Il fusto, molto capiente (25-30-40 litri), viene usato soprattutto dagli esercizi pubblici per il servizio alla spina, che ha un suo nutrito numero di consumatori appassionati. La birra confezionata in questo modo risulta molto fragrante, ma è delicata e, per essere davvero buona, deve essere consumata in un arco di tempo rapidissimo (max. tre giorni) dopo l’apertura del fusto.


Conservare la birra

Come ogni altro alimento e bevanda naturale, anche la birra teme gli sbalzi di temperatura, l’azione dell’ossigeno e l’effetto negativo della luce. Anche le muffe e i batteri possono attaccarla se non viene conservata correttamente. Ma è soprattutto il tempo il suo nemico più subdolo. La vita di una birra, infatti, non supera i 18 mesi dalla sua produzione. Dopo tale periodo, la bevanda comincia a perdere aroma e gusto e solo la presenza di buone quantità di luppolo può proteggerla maggiormente dall’invecchiamento e farla vivere più a lungo. Le birre a bassa fermentazione resistono meno bene alla conservazione rispetto a quelle prodotte al alta fermentazione. Esistono infine alcune birre ad alta gradazione alcolica che possono trarre giovamento da un certo periodo di invecchiamento.

Posté par birra_alcol à 14:36 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]

01 juin 2008

DEGUSTARE LA BIRRA

Gustare una bevanda come la birra è un piacere complesso che coinvolge   tutti i sensi. Ma è anche un processo culturale che richiede attenzione   a particolari che a volte si danno per scontati. A cominciare dalla forma del   bicchiere che si sceglie, della temperatura a cui si serve, al colore, alla   trasparenza, al profumo, alla quantità e qualità della schiuma.   Anche l’accostamento con i cibi è importante per valorizzare in   pieno le qualità delle diverse birre. E la birra rivela virtù   insospettate anche in cucina, come ingrediente di tanti piatti.

Bere dalla bottiglia
  Può fare tendenza soprattutto tra i giovani, ma questo modo di bere la   birra non è il più indicato per coglierne le qualità e   il gusto: la ristrettezza del collo della bottiglia, che incanala l’anidride   carbonica direttamente in bocca, impedisce infatti alla bevanda di prendere   “aria” e quindi di sviluppare in pieno tutto il suo aroma. Fanno eccezione forse solo alcune birre messicane; per il resto, il modo migliore   di servire una birra è quello di versarla nel bicchiere, di vetro.

Come versarla
  La birra va versata lentamente, tenendo il bicchiere leggermente inclinato fino   a tre quarti della sua capienza. Solo alla fine si può versare più   velocemente, raddrizzando il bicchiere. Questo permetterà alla birra   di avere la giusta quantità di schiuma. Una volta riempito il bicchiere   si dovrebbe far ossigenare un po’ la birra, rimasta rinchiusa nella bottiglia   per giorni; non troppo però: l’aria, infatti, può provocarne   l’ossidazione e danneggiarne l’aroma. Una cosa importante da ricordare   prima di versare la birra: è bene bagnare sempre le pareti interne del   bicchiere con acqua fredda in modo da raffreddarle e diminuire l’attrito,   favorendo una corretta formazione della schiuma.

A che temperatura berla
  Un errore comune è quello di servire la birra ghiacciata, ignorando che   il freddo “uccide” gli aromi e le fragranze, anestetizzando le papille   gustative. Ogni birra ha una temperatura ideale che aumenta con l’aumentare   del grado alcolico e della corposità. Le birre chiare, leggere, come   pils, lager, ice, blanche e light vanno servite tra i 5 e i 9 gradi, le bitter   ale e le brown ale tra gli 8 e i 10 gradi, le stout a 10 gradi, le strong ale   e le doppelbock a 11 gradi, le complesse scotch ale a 12 gradi mentre servono   13 gradi per una ricca abbazia, oltre i 13 possono arrivare solo le alcoliche   barley wine o qualche forte trappista.

L’importanza del bicchiere giusto per la birra
  Il bicchiere non ha solo una funzione estetica: il bicchiere di vetro trasparente   è quello che meglio consente di apprezzare il colore della birra in tutta   la sua brillantezza. Lo spessore, la dimensione e la forma del bicchiere permettono   invece di valorizzarne le peculiari caratteristiche organolettiche e di gestire   al meglio la schiuma. Così come ha una temperatura ideale di degustazione,   ogni birra ha anche il bicchiere più appropriato. La dimensione dipende   dalla quantità di birra che si desidera bere. In un bicchiere enorme   semivuoto gli aromi della birra si perderanno. In un bicchiere troppo piccolo   la schiuma strariperà facilmente.

  Boccale, tulipano, ballon o flute
  Il classico boccale tedesco è di certo il più conosciuto e rappresentativo   bicchiere da birra. Lo spessore del vetro e la sua forma sono ideali per mantenere   fresche le lager bavaresi, bevute di solito in gradi quantità, per tutto   il tempo necessario a consumarle. Un calice alto e slanciato è il bicchiere   adatto per le birre lager o pils che non hanno profumi decisi e devono ridurre   al minimo il contatto con l’aria per non disperdere l’aroma. Il   tulipano valorizza le ale e le doppio malto dai profumi tostati, mentre il panciuto   ballon esalta le birre molto aromatiche “da meditazione” come le   trappiste. Il flute infine è perfetto per le birre particolarmente frizzanti   perché ne mantiene la vivacità.

  Dal biondo al bruno passando per l’ambrato, il ramato e il rosso
  La grande varietà di colori delle birre dipende soprattutto dalla diversa   tostatura dei cereali utilizzati come materia prima. Si va dal color paglierino   chiaro delle lager al biondo brillante con venature verdi delle pilsner e delle   wiezen filtrate. Un colore ambrato-dorato, con una caratteristica velatura,   caratterizza invece le weizen non filtrate chiare; di un ambrato quasi rosso   è il colore di alcune doppio malto che subiscono una particolare tostatura;   le pale ale oscillano dal ramato all’aranciato delicato di alcune britanniche   fino al marrone scuro di certe scoth ale. Con alcune trappiste e abbazia si   vira decisamente al bruno, colore tipico anche delle doppelbock e delle weizen   dunkel. Il culmine dello scuro viene raggiunto con le stout e con alcune porter   che sono praticamente nere, come del resto certe doppelbock italiane.

  Limpida, torbida o velata
  Anche la trasparenza e la brillantezza di una birra derivano direttamente dalla   diversa tipologia. Una pils si presenterà limpida e luminosa, mentre   una weizen od una witbier avranno un aspetto velato o addirittura torbido a   causa della presenza di lieviti ancora non filtrati. Attenzione però   alla troppo prolungata esposizione alla luce e all'età, fattori che contribuiscono   alla perdita di luminosità anche in birre dall'aspetto tipicamente brillante.

  La schiuma
  “Una birra senza schiuma è come una signora senza ornamenti”   si dice in Sud Tirolo, dove la birra è compagna fedele della vita quotidiana.   In effetti la schiuma nella birra è molto di più di una caratteristica   estetica. Protegge la bevanda dal contatto diretto con l’aria e quindi   dall’ossidazione. E’ inoltre un parametro di valutazione della sua   qualità. Dalla quantità di schiuma presente nel nostro bicchiere   si può infatti capire se la birra ci è stata servita alla giusta   temperatura: se è scarsa è troppo fredda, se è troppo abbondante   invece è troppo calda. Esistono comunque dei criteri codificati per valutare   e classificare la schiuma di una birra: che può essere scarsa, evanescente,   cremosa o compatta e può avere un colore che va dal bianco fino al marrone.   La grana può essere più o meno grossa e più o meno aderente   alle pareti del bicchiere, dove una buona schiuma forma archetti definiti in   gergo "merletti di Bruxelles".
  E’ importante anche sapere che, a differenza di quanto accade con spumanti   e champagne, dove il “perlage” è un pregio, la birra non   dovrebbe mostrare, nell'esplosione di effervescenza che sviluppa quando la si   versa, bollicine in movimento verso l'alto. (Birra e alimentazione )

  Il profumo e l’aroma
  L’aroma, o profumo della birra, è una caratteristica fondamentale   della bevanda e deriva sia dalle materie prime utilizzate, sia dal processo   di fermentazione e maturazione della bevanda. Ogni birra ha quindi un suo bouquet   di profumi che possono essere intenso o tenue, penetrante, persistente o sfuggente,   morbido, fragrante, fresco, dolce, fruttato o speziato. Lager e pils profumano   di orzo, con l’aggiunta di note floreali e fruttate in cui prevalgono   agrumi e mela verde. Le weizen sanno di lievito ma anche di banana. Le ale inglesi   di mela cotogna, prugna, foglie di te, carruba e resina. Le doppelbock ricordano   il cioccolato e la liquirizia, le trappiste sono decisamente speziate con note   di cannella, vaniglia, noce moscata, coriandolo e bergamotto.

Il gusto
  La gamma di sensazioni gustative regalate dalla birra è molto ampia,   anche se il sapore prevalente è senza dubbio l’amaro più   o meno intenso dovuto alla presenza del fiore di luppolo, pianta aromatica amaricante.   Il gusto di una birra può essere definito amaro, abboccato, amabile o   dolce e viene sottolineato dal retrogusto, che tende a risalire in bocca dopo   aver deglutito un sorso di birra. Le birre più amare sono le pils seguite   dalle bitter ale. Nelle bock l’abbondanza del malto stempera decisamente   l’amaro facendo quasi prevalere il dolce, mentre nelle lager il gusto   amaro è tenue per la bassa quantità di luppolo presente.


DEGUSTARE LA BIRRA

Posté par birra_alcol à 14:15 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]

13 mai 2008

BIRRE E BICCHIERI

BIRRE E BICCHIERI


  Di seguito proponiamo un elenco dei bicchieri da birra esistenti, indicando   anche con quale tipo di birra vanno usati.

Altglass
  Bicchiere cilindrico e sottile, per offrire il giusto spazio alla schiuma della   birra e dare al consumatore un immediata sensazione di freschezza al tatto.

Balloon
  Adatto per birre corpose, da meditazione, con la sua forma a chiudere che favorisce   in superficie lo scambio termico con l’esterno.

Boccale
  Bicchiere dal vetro molto spesso per conservare la temperatura di servizio.   E’ consigliato con le ales.

Boccale tedesco (Masskrug)
  Tipico della Germania meridionale, può essere di vetro, ceramica o terracotta,   adatto per le marzen.

Calice a tulipano
  Bicchiere dalla bocca svasata per favorire la percezione del profumo della birra.   Ideale per le birre aromatiche.

Colonna biconica
  Bicchiere dalla forma allargata e dalla bocca chiusa, adatto per pils belghe.

Colonna conica
  Al contrario della colonna biconica ha un imboccatura larga, consigliato con   le birre danesi.

Flute
  Bicchiere adatto alle birre che producono una schiuma importante, si addice   alle pils.

Pinta
  Bicchiere a forma di cono rovesciato molto usato nei pub italiani, valorizza   la cream delle stout.

Stivale
  Bicchiere dalla forma bizzarra, usato prevalentemente in Germania e adatto a   qualunque tipo di birra .

Weizenbecker
  Svasato alla sommità per contenere la schiuma delle weissbier e delle   weizen.

 

 

 

Posté par birra_alcol à 02:51 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]
« Accueil  1  2   Page suivante »